sequenze a corpo libero
(solo il cinema che serve.)

Cinema è quando vai la domenica sera a vedere Titanic. Poi ci sono le pippe. In questo blog si parla soprattutto di pippe. L'autore del blog si schiera contro tutto il cinema di Antonioni, i criminali eletti dal solito popolino di merda e la raccolta differenziata.

domenica, marzo 19, 2006

Ferro 3 - La casa vuota (Corea del sud, 2004. Regia di Kim Ki-duk)

Un ragazzo quanto meno bizzarro si intrufola in appartamenti lasciati temporaneamente inabitati dai proprietari per viverci dentro. Come è facile immaginare (??) si cucina da mangiare, lava i vestiti sporchi lasciati per casa, ci si lava, annaffia le piante e come un mac giver orientale ripara anche tutti gli oggetti danneggiati o malfunzionanti. Non ruba nulla.. ma se ha voglia ci passa anche la notte addormentandosi nel letto del proprietario, senza troppo investigare sulla possibilità che questi ritorni... e infatti lo beccano.. ma lui poco se ne importa giacchè ha un orientamento morale e poetico che nulla ha a che vedere con le regole del mondo. Un giorno si infila nell'appartamento di una bella ragazza maltrattata dal marito, e visto che questa disgraziata faceva una vita tristissima e solitaria decide di seguire questo tipo.. poi succedono varie cose.. cavalcando il registro del non-sense si giunge ad una conclusione per la verità un pò stucchevole e banalozza. La citazione finale "La realtà non è come ci appare" se la potevano anche risparmiare, giacchè se uno si è goduto (o sopportato) l'intera pellicola quanto meno può interpretare la poetica generale del film facendo a meno di una chiosa del genere, ma vabbè.. sono cose che servono ad allargare il successo (di pubblico) del lavoro.

Il film non mi è dispiaciuto. Ho gradito il ritmo lento e sospeso del film, che rende la visione molto rilassante e mai noiosa. Sulla sceneggiatura non saprei. La rarefazione degli eventi permette un interpretazione abbastanza libera e soggettiva degli eventi, senza necessità di investigare troppo sugli indizi narrativi che pure esistono e potrebbero essere analizzati, per giugere a conclusioni sulla natura del racconto cinematografico che in verità non hanno nulla di nuovo. Per questo ripeto, la chiave narrativa dell'ambiguità tra realtà e immaginazione, consigliata dall'aforisma al termine del film, diventa un limite nell'interpretazione generale del lavoro, anzichè un punto di forza. Chi dei due personaggi è reale? Il ragazzo che entra nelle case è un entità reale, perchè interagisce con il mondo oggettivo riparando oggetti e lavando vestiti; ma è anche dichiarato come 'immaginazione' nell'ultima scena, in cui la ragazza abbraccia 'il nulla' immaginando di averlo vicino. Al contrario, la ragazza, che sembra un personaggio reale perchè legato ad accadimenti reali (il marito che la maltratta), interviene decisamente meno nella realtà oggettiva, e soprattutto una sequenza di indizi, lasciano pensare che essa, scompare dal mondo immaginario mentre raggiunge la consapevolezza di se. Uno per tutti il puzzle fotografico di se stessa contenuto in una della case nelle quali si infiltrano. Il puzzle prima caotico della sua immagine, si ordina formando la sua immagine con precisione, per poi scomparire, divenendo un foglio bianco nelle ultime immagini del film. Ma sono solo congetture. Si dovrebbe trovare un significato anche alla povera ragazza che rivece una pallina da golf in fronte mentre viaggia in auto, perdendo la vita. Anche la ragazza morta è oggetto d'immaginazione? Forse è una critica all'efficienza della legge, che punisce per cose non gravi e non trova il colpevole di un omicidio ? Mha.. La sensazione è che il film sia notevole quasi esclusivamente per la forma degli avvenimenti descritti; più che per la sostanza.

Giudizio complessivo : Molto piacevole, comunque da Vedere

Regia e tecnica : 8

Attori e sceneggiatura : 6



 
lunedì, dicembre 05, 2005
Lord of war (USA 2005, Regia: Andrew Niccol, con Nicolas Cage, Ethan Hawke, Jared Leto, Bridget Moynahan, Eamonn Walker, Ian Holm)
 
Un tipo decide di 'svoltare' trafficando in armi. Comincia una lunga avventura che lo porterà a fare il giro del mondo e a guadagnare miliardi. Un bel film, con un soggetto impegnato e difficile, quasi travestito da vaccata americana. Del film non ho gradito l'eccessiva semplificazione del numero di personaggi protagonisti e della loro caratterizzazione. E' quasi risibile che si possa diventare il colletto bianco del traffico mondiale di armi pur avendo a che fare con cinque - sei persone di seguito elencate : Il poliziotto che lo segue per anni sognando di metterlo in carcere; l'acerrimo rivale d'affari; una moglie ignara dei suoi viaggi in giro per l'Africa e la Russia per la compravendita di armi. Uno zio che per-caso gestisce un arsenale nella ex-russia; Un dittatore africano che chiede continuamente armi. Sono semplificazioni quasi televisione (o giornalistiche che è uguale) ma pazienza, non è abbastanza per rovinare le ottime intenzioni della sceneggiatura. La storia non è mai noiosa ed è piena di pretesti per descrivere i meccanismi per rubare, trasportare e vendere armi. La denuncia diviene a tratti tanto violenta da stonare con la bellezza patinata dei culi e delle scene bum bum bum. Ho gradito molto anche l'epilogo finale, assolutamente privo di qualsiasi morale confortante o espiatoria. La regia non è forse granchè, così come Cage non è questo grande attore, ma ha il merito di partecipare anche alla produzione (finanziaria) del film. Non sarà una denuncia da anni 70 ma in questi tempi di papi razzinger e ipocrisia globalizzata non si può storcere il naso alle buone intenzioni.
 
Giudizio complessivo : Vedilo!
 
Sceneggiatura : 7
 
Regia e attori : 6
 


 

La fabbrica di cioccolato (Usa 2005, Regia di Tim Burton con Freddie Highmore (il bambino), Johnny Depp)

Non mi aspettavo un capolavoro ma neanche un lavoro tanto inutile. Dopo un inizio intrigante e ben realizzato si sprofonda nella noia di una pellicola che tenta di reggersi solo con effetti speciali e le facce da fesso di Johnny Deep. A volte si ha la sensazione che il più grande interprete fanta-avventurroso del cinema stia maledicendo se stesso per aver accettato la parte... il protagonista Willy Wonka è indefinito, ambiguo e privo di profondità; ha solo il compito di accompagnare la lunga sequenza di scene fantasiose per dare una giustificazione agli effetti speciali. La dichiarazione scritta e firmata di assoluta mancanza di idee arriva verso la fine quando Burton cita '2001 Odissea nello spazio' in una sequenza da pernacchie. Ma che c'entra? E se anche dovessi apprezzare il film come 'prodotto per bambini', stò monolite che c'entra? A sobillare il genitore beota? E non sono neanche tanto convinto che ai bambini piaccia tanto considerando che non vi è assolutamente tensione per la sorte del bambino protagonista che per lunghissimi periodi scompare completamente dalla storia (e spesso non è inquadrato neanche nei gruppetto dei visitatori della fabbrica). I coretti del nano duplicato che sembra il figlio antipatico dell'arbitro moreno completano il quadro di film che merita di essere dimenticato presto. Anzi no. Nei prossimi anni italia 1 lo riproporrà spesso nei pomeriggi natalizi di zapping sonnolento... la storia infinita e labyrith sono meglio...

Giudizio compressivo : Inutile

Sceneggiatura : 3

Effetti speciali : 7

Regia e attori : 6



 
domenica, ottobre 30, 2005

Eternal Sunshine of the Spotless Mind - Titolo orribile italiano : Se mi lasci ti cancello (Usa 2004,Regia di Michel Gondry, sceneggiatura di Charlie Kaufman, con Jim Carrey, Kate Winslet )

Un buon inizio, con un atmosfera affascinante e una grande fotografia, lascia pensare ad un altra grande sceneggiatura di Charlie Kaufman, purtroppo si scopre gradualmente l'illusione e la visione termina ronfando rumorosamente, bombardati da una sequenza disarmante di scenette surreali senza senso logico che dura per oltre un ora... ecco la storia alla base  di questa stupidaggine : Jim Carrey è un timido single di provincia che vaga apparentemente senza ragione (e questa è la parte bella del film, dura quindici minuti), si scopre che il suo vagare era dovuto ad un opera di 'cancellazione cerebrale', dei ricordi associati ad una storia sentimentale con Kate Winslet (avrà avuto le sue ragioni). Si percorre poi la storia di questa cancellazione. Entra in gioco un dottore pseudo-ciarlatano-stregone, che tramite apparecchiature particolari cancella i ricordi. Durante l'operazione di cancellazione Jim Carrey si pente della sua scelta, evidentemente legato ancora alla storia finita (che romanticone... penso sospirando...) e da qui parte la noia. Tutta la tensione e l'interesse del film cade a picco quando il protagonista pronuncia la frase 'Ho capito! Mi trovo nel mio cervello!'. Da questo punto in poi sembra un matrix-psico-sentimentale, in cui si vorrebbe descrivere il tentativo del protagonista di sfuggire all'operazione di cancellazione da parte dei macchinari. 'Nascondimi in un luogo in cui lui non possa trovarmi! Così mi salverai !' dice quella di Titanic, 'Impossibile, qualsiasi ricordo mi ricorda te...'. Insomma una storia senza alcuna tensione narrativa, in cui il destino dei personaggi non suscita alcun interesse. E' solo un pretesto per bombardare lo spettatore, con una sequenza asfissiante di trovate visive dal significato completamente casuale, anche se tecnicamente ben realizzate. Dissolvenze, duplicazioni, ambientazioni metafisiche, passato e presente che si fondono, ricordi di infanzia, tutto complemente gratuito e casuale. Irritante poi, il blob infinito di scenette pre e post sentimentali, per gettare l'esca alle tin-eger in vena di introspezione; praticamente tuttò ciò che avviene dopo i primi venti minuti quando non è confusionario, è scontato e già visto. Un film ambientato il giorno di San Valentino fà già storcere il naso. Buono Jim Carrey che se non fa solo le facce da coglione può anche essere un buon attore. Il film è stato ottimamente considerato dalla critica. Mi piacerebbe trovarmi per un quarto d'ora nella testa di un 'critico' per capirne il motivo. Come sempre vale il principio di 'adozione', e Kaufman è stato adottato... di questo sceneggiatore ho amato 'Il ladro di Orchidee", uno dei più bei film degli ultimi anni.

Giudizio complessivo : Vorticosamente noioso, Sconsigliato.

Regia, tecnica, attori : 6

Sceneggiatura : 4



 
domenica, ottobre 23, 2005

Romanzo Criminale (2005, Regia di Michele Placido con Pierfrancesco Favino (Libanese), Claudio Santamaria (Dandi), Stefano Accorsi (Commissario Scialoja), Kim Rossi Stuart (Freddo), Anna Mouglalis (Patrizia))

A distanza di poco tempo mi ritrovo a parlare bene di Michele Placido e ne sono contentissimo perchè questo è proprio un bel film, anzi un ottimo film, considerato il periodo di benignate e vaccate americane senza idee nuove. Il film è ispirato al libro omonimo di Giancarlo De Cataldo, che ha partecipato anche alla sceneggiatura; descrive in maniera decisamente godibile la nascita e i crimimi compiuti dalla 'Banda della Magliana', dalla fine degli ani 70 e per tutti gli anni 80. Un piccolo gruppo di criminali romani (no, non parlo di politica, mi riferisco a quelli nelle strade buie con il passamontagna in testa e la pistola finta), si organizza formando una banda dedita alla violenza e al crimine sfrenato. I protagonisti del film ricordano per certi versi i De Niro-Joe Pesci dei filmoni di Scorsese anche se con un contesto politico e culturare complemente stravolto ma ugualmente convincente e ben realizzato. Quasi certamente la realtà italiana della guerra fredda era decisamente più complessa di quella americana (differenza probabilmente sopravvissuta) e il film manca un pò proprio nell'approfondire i numerosi lati oscuri della vicenda. La banda è 'accudita' da qualche oscuro potere politico, ma in merito a questo potere vi si fanno soltanto riferimenti vaghi e in più direzioni : Servizi segreti deviati, DC, logge massoniche, americani, poteri industriali italiani e stranieri... non si capisce bene chi ci sia dietro o chi ci sia più dietro rispetto ad altri, ma per questo ci sono le puntate di Blu Notte di Carlo Lucarelli o proprio volendo la Magistratura (!?). Molto gradito anche il riferimento ai 'Nuovi Criminali' spuntati fuori dopo il crollo delle ideologie (sempre siano lodate!! almeno c'erano delle idee...) o meglio, del dibattito politico, interessati soltanto all'arricchimento personale. Insomma bel film. La regia di Michele Placido ha il merito di non strafare. I soliti attori italiani fanno la loro parte senza eccelere (fra tutti 'il Libanese' è un mito! Altro che 'El Munnezza' di quel pagliaccio raccomandato). Il film è lunghissimo ma mai noioso. Ottimo lavoro.

Giudizio complessivo : Bel Film!

Attori e sceneggiatura : 7

Regia : 6



 
martedì, ottobre 18, 2005

Man on the moon (USA 1999, Regia di Milos Forman, Con Jim Carrey, Danny DeVito, Paul Giamatti, Courtney Love)

Ottimo soggetto davvero, la vita del cabarettista Andy Kaufmann, un tipo americano che negli anni '70 si è divertito a reinventare il mestiere di comico con le sue eccentriche e geniali stravaganze; almeno questo è quello che dice la biografia. Si dice allora che il regista Milos Forman e l'attore Danny De Vito, avessero voluto dedicare un film-tributo a questo mito dello spettacolo. Il risultato si lascia vedere ma certo non è privo di difetti; la sensazione è che il bellissimo soggetto sia stato un pò sprecato; un pò per la storia che scorre troppo veloce, un pò perchè questa velocità non è accompagnata da una sceneggiatura particolarmente efficace. Tanto per dirne una, la storia d'amore che vive il protagonista del film si riassume in due sequenze veramente schizofreniche. Praticamente si passa dalla conoscenza fortuita alle nozze nel giro di pochi fotogrammi. Da un regista che ha realizzato capolavori come Amadeus e Qualcuno Volò... la cosa ha quasi dell'incredibile. Jim Carrey non è male, sebbene non sia tra i miei attori preferiti. In effetti sembra predestinato a bruciare buoni soggetti a causa di sceneggiature insipite o mal riuscite (Truman Show, Se mi lasci ti cancello ...) e certo non è colpa sua. La genialità artistica del protagonista è rappresentata in maniera troppo eterogenea. Non si riesce bene a capire se questo Kaufmann è un comico incapace, un bravissimo comico, un genio, un personaggio che cerca solo lo scandalo. Forse questo accade perchè Kaufmann è un personaggio storicamente 'irrisolto' ma il dubbio che si siano persi dei pezzi o che la sceneggiatura sia poco ispirata rimane. Come sempre grande Danny De Vito, anzi no, sempre perfetto Danny De Vito. Tanto per fare paragoni impietosi, Ed Wood di Tim Burton, altro film su un mito 'eccentrico', altrochè... quello è imperdibile.

Giudizio complessivo : Si può vedere, per il soggetto...

Attori e soggetto : 7

Sceneggiatura : 5



 
mercoledì, settembre 28, 2005

Armageddon (Usa 1998, Regia di Michael Bay, con Bruce Willis, Billy Bob Thornton, Steve Buscemi)

Un enorme meteorite si dirige sulla terra. La cosa migliore è spedire un gruppo di esperti e rozzi trivellatori sulla superfice dell'enorme scoglio metallico per scavare un buco, infilarci dentro una testata nucleare e ripartire prima che l'esplosione atomica li polverizzi. Grazie all'esplosione atomica il meteorite andrà a dividersi in due parti, e il conseguente cambiamento di traettoria salverà il genere umano. Sembra veramente una vaccata ma è un buon film di intrattenimento per la cura con il quale è stata realizzata la sceneggiatura e i dialoghi 'non troppo' scontati. Il gruppo è trivellatori è assortito in maniera accurata e anche il super eroe Bruce Willis pare sopportabile. Tra tutti spicca il personaggio interpretato da Steve Buscemi, che regala delle battute molto divertenti. Anche se non si vede nulla di nuovo, nel complesso è gradevole. Una lunghissima (144 minuti) epopea fantascientifica raccontata con ottimo ritmo. Dimostra che si può investire qualcosa in qualità, anche per i film che nascono come vaccate. Il film è uscito due anni prima di Space Cowboys di Clint Eastwood. Anche in questo caso la NASA è costretta a mandare nello spazio un equipaggio non perfettamente addestrato, per utilizzarne le competenze. In entrambi la missione è salvare la terra e i rispettivi protagonisti ricattano il capo della NASA, minacciando di non partecipare alla missione se non con il 'loro' equipaggio; segue divertentissima fase di preparazione alla missione spaziale. Anche se non è uno dei migliori film di Eastwood, Space Cowboys è certo un film decisamente più consistente, in particolare riguardo al cast di attori e alla presenza del grande Clint. Considerarli 'simili', non è comunque scandaloso.

Giudizio complessivo : Si può vedere.

Sceneggiatura : 6 e mezzo

Attori : 6

Space Cowboys (Usa 2000, Regia di Clint Eastwood, Con C.Eastwood, Tommy Lee Jones, James Garner, Donald Sutherland, James Cromwell, Marcia Gay Harden)

Giudizio complessivo : Clint è sempre Clint.

Sceneggiatura e attori : 7



 
lunedì, settembre 12, 2005

Lamerica (Italia 1994, Regia di Gianni Amelio, con Enrico Lo Verso, Piro Milkani, Michele Placido)

Due italianissimi maneggioni si recano in Albania per organizzare una truffa. L'apertura di una fabbrica di calzature in territorio albanese per intascare i finanziamenti, fallire e scappare via. Faccendieri certo da due soldi, considerato che quelli bravi le fabbriche fantasma le aprono direttamente in Italia. Il piano fallisce praticamente subito. Uno dei due truffatori (Michele Placido) si dilegua, l'altro è abbandonato in un paese che non conosce, dominato da una miseria terribile quanto imprevista. Comincia un viaggio violento e deprimente nell'allucinante quotidiano di un popolo condannato alla miseria dai suoi stessi governanti (chi non ha mezzi è più facilmente controllabile). La scelta del registro narrativo ortodosso-realista è decisamente felice. Amelio ha il merito di non cadere mai nell'ipocrisia, nel buonismo didascalico o nella ricerca di una poetica estetica che sarebbe parsa inutile (sebbene poi c'è sempre il democristiamo che ce la vede, ma sono abbacinature sue). Bravo il protagonista Enrico Lo Verso. Il quasi-cooprotagonista Michele Placido riesce ad essere efficace, e non irritante come in tante altre occasioni. Se c'è qualcosina che non funziona è la sceneggiatura. Il plot narrativo dei truffatori faccendieri, poteva ispirare una storia dal respiro politico più interessante ed una trama più complessa e ricca. Purtroppo quasi i due terzi del film sono spesi nella documentazione dell'inferno albanese tramite un viaggio in cui il protagonista non decide nulla, semplicemente osserva. La sensazione è che con una sceneggiatura più ricca di avvenimenti si sarebbe potuto raccontare di più e meglio, oltre ad evitare un possibile coccolone. Ad esempio sarebbe stato interessante se la fabbrica per un pò fosse partita per davvero. Purtroppo invece questa geniale idea narrativa si dissolve quasi subito. Una grande nota di merito ad alcune perle di recitazione dei numerosi attori non professionisti. Alcune espressioni e visi sono da oscar; anche questo è un merito importante della regia.

Giudizio complessivo : Vedilo! (anche se deprime violentemente)

Attori, regia, sceneggiatura : 7 e mezzo

Ritmo : 5



 
lunedì, agosto 08, 2005

American Beauty è il miglior film degli ultimi cinque anni e sfido chiunque a fare un esempio che mi smentisca. Ha solo il problema che è del 1999, troppo remoto per fare questa affermazione... :)  per il resto, a spulciare nella memoria a ritroso, l'ultimo capolavoro che abbia visto è proprio questo film americano dalla regia curatissima e dalla sceneggiatura più che meravigliosa.... quest' anno poi, pessima stagione cinematografica. Non ho visto nulla di davvero memorabile a parte qualche buon film di azione. Quello che ho preferito è stato sicuramente Ray. Molto più di una semplice biografia. Un bellissimo film di umanità e musica. Poi non ho visto Old Boy, Ferro 3 e neanche The Aviator. Non sò se sono bei film, molto probabilmente si, ma forse non memorabili. Spero di poterli vedere tutti quanto prima in dvd o divx. Buone vacanze !  



 
sabato, luglio 09, 2005

The Million Dollar Hotel ( Regia di Wim Wenders, Usa, GB, Germania 2000, con Jeremy Davies, Mel Gibson, Milla Jovovich)

Un hotel popolato da pazzi squinternati che nascondono un mistero. Il detective Mel Gibson è chiamato a risolvere il mistero nascosto da questa piccola comunità. Nell'analisi di questo lavoro mi piacerebbe poter dividere le cose positive da quelle negative per fare un minimo di ordine ma è davvero difficile. In questo film inutile si salva un pò, forse, la recitazione di Mel Gibson; certo non memorabile, ma almeno non-ridicola e non-insignificante come quella offerta dal resto del cast. E' un film che manca dei fondamenti tecnici del buon cinema. Non si può commentare questo film criticandone ad esempio l'enfasi narrativa o dei buchi di sceneggiatura. Queste sono cose che si possono fare un film girato in maniera dignitosa. Questo è invece un lavoro quasi terrificante. Le scene non hanno alcuna congruenza narrativa o estetica, la recitazione degli attori è volontariamente clownesca per cercare chissà quale significato che neanche allo sceneggiatore è chiaro. Dall'inizio del film sembra di vedere soltanto Mel Gibson, persona 'normale' circondata da personaggi inutili che ogni tanto lanciano qualche frase ad effetto con intento didascalico, ma priva in realtà di qualsiasi peso semantico. Non sono mai stato un grande estimatore di Wim Wenders, ad esempio non mi ha fatto impazzire "Fino alla fine del mondo", così come il restante ciarpame dei soliti film intellettualodi. Mi sono invece piaciuti i due film sui fantasmi di Berlino. 'Il cielo sopra Berlino' e 'Così lontano, così vicino'. Anche se film molto lenti e pesanti possiedono comunque una certa estetica 'sensata' e godibile se si ha voglia di vedere qualcosa di impegnativo e lento. Questo film invece, consacra Wim Wenders come regista tecnicamente scadente. Non è possibile presentare al pubblico un filmaccio del genere, qualsiasi tipo di pubblico. Spinto forse nella ricerca di chissà quale personale interpretazione della sceneggiatura si è lanciato in una serie completamente incoerente di idee e scelte registiche senza alcun senso, che rendono il film noioso e poco godibile. E' veramente uno strazio poi, in questa valle di inutilità, assistere ai tentativi di inserire nella storia delle sottotrame politiche o di critica ai mezzi di comunicazione, al sistema giudiziario americano, all'emarginazione dei diversi e quant'altro... magari cercando di farcire il polpettone con un pò sarcasmo... Questo film è non solo completamente insignificante, ma ciò che è peggio, girato davvero male.

Giudizio complessivo : Insopportabile. Veramente un film di merda.

Sceneggiatura : 4

Attori e regia : 2



 
domenica, luglio 03, 2005

La guerra dei mondi (Usa 2005, Regia di Steven Spielberg, con Tom Cruise, Dakota Fanning, Tim Robbins)

Invasione aliena con effetti speciali, azione e suspance a palate. La prima parte è davvero magnifica; è un pò il destino di tutti i film che rigirano intorno ad una paurosa mostruosità. Quando la meraviglia è svelata occorre un pò centellinare le sorprese restanti, consapevoli che le cartucce migliori si sono già esplose. Per il resto è un colossal fantascientifico realizzato in maniera eccelsa, anche Tom Cruise mi è piaciuto, ancora più che in 'The Collateral'. Il merito di questo piccolo miracolo non è certo imputabile a Spielberg, perchè questo attorucolo nel seppur godibilissimo 'Minority Report' era davvero una puzza fuori luogo, e anche in 'Eyes wide shut' in fondo non è questo granchè. Probabilmente il registro un pò 'antieroico' gli si addice in maniera maggiore. L'altra attrice protagonista invece (Dakota Fanning) non fà altro che urlare e mi sarei aspettato parecchio di più da Spielberg, considerata la sua fama nell'utilizzare i bambini come veicolo del messaggio mediatico o delle paure sociali... d'altronde poi, tale messaggio in un film del genere, non vale neanche la pena di ravanarsi troppo a cercarlo. Messe da parte le metafore di superfice ("Da dove arriva questa roba? Dall'Europa?" - Almeno il buon gusto di non nominare la Cina o L'afghanistan...) è (solo) un film ultraspettacolare che distruisce terrore a raffica già dal primo minuto, con cali di ritmo quasi assenti. Spielberg ha voluto realizzare il punto di riferimento 'globale' del genere fanta-catastrofico e lo ha realizzato a suon di miliardi e capacità tecniche. Ho gradito soprattutto la scelta di immergere da subito lo spettatore nell'azione, mostrandogli gli alieni distruttori e massacratori nella più luminosa fisicità. Purtroppo finisce in maniera un pò forzosa e gratuita, ma il finale è un dettaglio tanto per chiudere il film. Non vale la pena di starci troppo a ragionare.

Giudizio complessivo : Vedilo!

Regia e fotografia : 8

Attori e sceneggiatura : 6



 
lunedì, giugno 20, 2005

Velluto Blu (USA 1986, regia e sceneggiatura di David Lynch, con Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern)

Tutto comincia quando un tranquillo ragazzotto in una tranquilla cittadina americana trova un orecchio in stato di pre-decomposizione su un prato. A causa di una serie di eventi fortuiti viene catturato lui stesso dalle indagini sul ritrovamento e coinvolge con sè anche la ragazza. Per il distaccato protagonista ha inizio un viaggio nello squallore del sottobosco cittadino più 'malato', da cui viene subito contagiato, in una spirale inquietante di morbosità e follia indotte. La narrazione disorienta, riesce ad essere emozionante senza essere concitata, con un montaggio che non ha bisogno di essere veloce per interessare, anzi, le sequenze più indimenticabili sono proprio quelle in cui l'obiettivo è immobile, bloccato dalla meraviglia per quello che succede e dalla paura che ne deriva. E' un film da vedere più volte. E' chiaro come nulla venga lasciato al caso nei dettagli della storia come nella scelta delle inquadrature e soprattutto dei colori. Il più bel film di Lynch tra quelli che ho visto; contiene delle sequenze visivamente e psicologicamente uniche. Certo vi sono anche momenti che possono essere giudicati 'di cattivo gusto', seppur ben lontane dal porno, o dalla ultra violenza o dallo splatter... in fin dei conti è pur sempre un film sulla universalità sociale della 'deviazione'. 

Giudizio Complessivo : Vedilo!

Fotografia : 8 e mezzo

Regia e sceneggiatura : 8

Attori : 7



 
domenica, giugno 19, 2005

I Tenenbaum (Titolo originale : The Royal Tenenbaums, USA 2001, Regia di Wes Anderson, Con Gene Hackman, Anjelica Huston, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow)

Un avvocato smanettone ha tirato sù 3 figli di pseudo-geni strampalati per poi mollare tutto. Con l'avvicinarsi della vecchia vuole ricucire i rapporti. Si inventa di essere ammalato per 'rientrare in casa'. Potrebbe definirsi una commedia sofisticata, anche se di solito l'espressione si utilizza per quei film che utilizzano l'umorismo in maniera sofisticata. In questa pellicola invece, l'umorismo e le stravaganze sembrano utilizzate per raccontare dei temi che sono altrove, ma che non compaiono mai precisamente e soprattutto non si sviluppano. Simpatiche comunque le battute, molto simpatici soprattutto i personaggi, rappresentati come delle figure da cartone animato, sempre uguali a loro stesse anche da bambini. Quasi sembrano dei muppets più che dei personaggi in carne e ossa per la loro forzosa e riuscita caratterizzazione. Nella vita della famiglia sono presenti tante e tante stramberie. Tanto per dirne una dei topolini bianchi con degli strani punti bianchi sul dorso, liberi di gironzolare per casa perchè frutto di un esperimento. Tutte queste stramberie e depistaggi narrativi non vanno però mai a parare da nessuna parte. Rimane solo un film godibile che non decolla mai veramente. Ho letto di qualcuno che l'ha considerato noioso, sinceramente ho invece trovato un buon ritmo. Ottima la regia e bravissimo come sempre Gene Hackman nel ruolo del protagonista, sebbene una delle pecche del film sia proprio l'esistenza di troppi coo-protagonisti dal cui intrecciarsi delle storie si genere un continuo ammiccamento a temi 'altri' che non si sviluppano oltre l'accenno. La caratteristica più decisa e sostanziosa del film quindi, rimane quindi quello della pura commedia, anche se stranamente sofisticata. Una nota a parte merita l'ambientazione eccessivamente 'borghese' del film. Questi Tenenbaum danno la sensazione di essere plurimiliardari anche quando dicono di essere senza un soldo. Un pò irritante e patinato.

Giudizio complessivo : Si può vedere. Non esaltante.

Regia e attori : 7 (su tutti Gene Hackman)

Sceneggiatura : 6 (La sensazione è che voleva essere un piatto prelibato, ed è invece un minestrone, comunque godibile)



 
domenica, giugno 12, 2005

Sin City (USA 2005, regia di Frank Miller e Robert Rodriguez, con Mickey Rourke, Bruce Willis, Benicio Del Toro e un sacco di belle ragazze)

Sin City è un fumetto di Frank Miller, considerato uno dei più grandi disegnatori di fumetti in assoluto, ed è vivo. Neanche lo sapevo. Tanto vivo che ha collaborato alla regia, realizzando un film che vive ricercando piacevolmente il 2D (due-dì) per tutta la sua durata. La storia è sempre quella della città corrotta e nuar (noir). Guarda caso nella recensione precedente ho cercato di parlare di LA Confidential. In effetti Sin City è un pò un LA Confidential in versione Marvel Comics e con i pregi al contrario. In breve la realizzazione è superba e geniale. Le storie e i dialoghi purtroppo, sono veramente dementi, proprio ad essere buoni. Chiunque cerchi nel film una qualsiasi profondità narrativa superiore ad una puntata dell'uomo tigre è meglio che rimanga a casa a vedersi l'uomo tigre. Quasi mi dispiace che abbia collaborato alla sceneggiatura il mostro sacro Frank Miller. Vuol dire che anche le storie del fumetto risentono di questa infantile superficialità. Riguardo alla realizzazione il lavoro è invece meraviglioso. E' un film da gustare per gli effetti speciali e le trovate visivamente molto efficaci. Non sono un appassionato di fumetti ma tempo fà ho letto alcuni numeri di Sin City; la fedeltà cinematografica ai disegni di Frank Miller è strabiliante. Pur essendo un film (qualcosa che si muove), le immagini riescono a comunicare le sensazioni che si provano nella lettura del fumetto. Su questo è di gran lunga il miglior esempio di pellicola derivata da un fumetto. Qualcosa di simile si era tentato con quella ridicola realizzazione che è 'The Hulk'. Qualcosa da sconsigliare a tutti. Sarà forse che il bianco e nero originario del fumetto aiuta. La 'visione' che più mi è piaciuta è sicuramente il letto a forma di cuore della prostituta d'alta classe, di colore rosso fiammeggiante, in una stanza incolore e fatiscente. A dispetto del materiale offerto però, questa visionarietà non è molto frequente nel film, o meglio, gioco forza è costretta ad insistere intorno alle solite ambientazioni dark (tutto sommato, ovvio...)

Giudizio complessivo : Perdibile (per i non appassionati di cartoon-movie)

Effetti visivi e fedeltà al 2D : 9

regia : 7

Attori : 6

Dialoghi e trame : Ridicolo



 
mercoledì, giugno 08, 2005

L.A. Confidential (USA 1997, Regia di Curtis Hanson, con Russell Crowe, Guy Pierce, Kevin Spacey, James Cromwell, Danny DeVito, Kim Basinger)

Los Angeles Anni 50. Polizia corrotta, racket, prostituzione, ricatti, droga, pregiudizi razziali, omicidi, scazzottate e colpi di scena. Sceneggiatura tratta dal libro omonimo di James Ellroy. Tanti attori famosi (più che bravi, ecco : famosi) e nessuna interpretazione memorabile. Non a caso Kevin Spacey e DeVito, nel cast i due più capaci, riescono facilmente a distinguersi. Grande come sempre nella parte dell'eterno cattivo James Cromwell. Per il resto si assiste a volti abbastanza immobili. Regia onesta, poco sopra il compitino. Ricordo che all'uscita fù accolto in maniera molto positiva. Ancora un volta il tempo sedimenta ed evidenzia le qualità reali di un film. In questo caso le qualità sono tutte nella bellissima sceneggiatura in perfetto stile noir.

Giudizio complessivo : Godibile. La storia compensa una realizzazione generale un pò anonima.

Sceneggiatura e ritmo : 8

Attori e regia : 6



 
venerdì, giugno 03, 2005

Primo amore (Italia 2003, regia di Matteo Garrone, con Vitaliano Trevisan, Michela Cescon)

Una storia di isolamento e follia, nella campagna triveneta. Due persone si incontrano tramite un annuncio su un giornale, entrambi psicotici, e comincia una storia... per la verità senza grande spessore. E' un pò un limite questo, ma la regia di Garrone ha un potere tanto ipnotico da riuscire a catturare anche senza una grande sceneggiatura e dei dialoghi memorabili. Il filme è tutto nella magia, l'immediatezza e l'essenzialità visiva delle riprese. In questa ambientazione eternamente sospesa, come se fosse sempre all'imbrunire. I due protagonisti sono entrambi fantastici. Scelti perfettamente. Esprimono entrambi una follia spontanea, serena, inconsapevole di se stessa. Come l'imbalsamatore, più che il dipanarsi di una storia è un viaggio. Sono film senza forma geometrica. Non sono linee, quadrati o ellissi; sono piuttosto dei viaggi, dei voli silenziosi a bassa quota. Non è un film sull'anoressia. E' palese che non và cercato alcun significato pseudo-sociale. L'ossessione per il peso è solo un modo per rappresentare la follia simbiotica dei protagonisti. Perchè? E che ne so! Sò che difficilmente un film riesce a catturare la mia attenzione e questo ci è riuscito con meraviglia e magia crescente dal primo all'ultimo minuto.

Voto complessivo : Vedilo!

Regia : 9

Attori : 8

Sceneggiatura : 6



 

 Il cuore altrove (Italia 2003, Regia di Pupi Avati, con Neri Marcorè, Giancarlo Giannini, Nino D'angelo, una valletta tv)

Il film non c'è male, anche se un pò prevedibile, ostenta purtroppo una continua e quasi irritante ricerca di una delicatezza e innocenza dei sentimenti, costantemente frustrata dal mondo materiale degli uomini. Alla lunga il meccanismo un pò stanca. Neri Marcorè guarda il mondo con gli occhi di un fanciullo, e la velina della tv fà la tipa svampita che cavalca la vita malgrado abbia perso la vista da poche settimane. Come farà una con un dramma del genere a sorridere tutto il tempo ? Vabbè che quella è scema ma occorreva un attrice che fosse in grado di rappresentare il dramma di una persona divenuta cieca e che ha voglia di godere della vita. Lo spessore di un personaggio del genere non si nota neanche un pò, eppure nella sceneggiatura c'era. Una scelta della protagonista decisamente infelice. Marcorè non è male invece, sebbene per rendere questo film veramente godibile ci sarebbe voluto un grande protagonista. Fare la parte costantemente trasognata e parlare a bassa voce serve fino ad un certo punto. Nel complesso una sceneggiatura così così, che poteva diventare interessante con degli attori migliori e una regia un pò più ispirata. Bravo come sempre Giannini, ma interpreta un personaggio marginale. Nino D'Angelo come sempre a fare la parte del napoletano ca pummarola ncoppa. Se lo potevano risparmiare.

Voto complessivo : Volendo si può vedere

Regia e sceneggiatura : 5 e mezzo

Attori : 5

Valletta tv : Danneggia lo spessore del film. Ha rotto le palle.



 
domenica, maggio 29, 2005

Il Prestanome (Regia di Martin Ritt, 1976, con Woody Allen)

'..devo presentarmi alla commissione anti-cospirazione? E perchè devo andarci? Sono soltanto politicanti in fondo, non potete pagare? ci vorrà poco per comprarli... '

'...state facendo qualcosa contro la cospirazione comunista ? Ogni giorni ci sono decine di pullman carichi di comunisti che entrano ed escono dai nostri confini! E' una vergogna! Ad esempio è uno scandalo che alle scuole di addestramento militare non siano ammessi tutti, ma solo quelli buoni a far niente...'

E' forse il miglior film (unico?) sulla stupidità tutta americana del Maccartismo. Dalla fotografia antiquata di questo film sembra che Allen fosse solo uno sconosciuto uscito dal nulla, sebbene capace di una grande interpretazione come protagonista, aveva invece già realizzato come Attore e regista :

Il Dittatore dello Stato libero di Bananas : '71

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere : '72

Provaci ancora Sam (Regia di Herbert Ross) : '72

Il dormiglione : '73

Amore e guerra : '75

Un anno dopo avrebbe realizzato, il capolavoro Io & Annie, '77.

Decisamente il suo film più impegnato politicamente, sebbene vi sia anche la riflessione intorno al ruolo dell'-artista- nella società americana e della -creatività artistica-, come sempre messi alla berlina in tutte le sue opere. Insomma, come tutti i grandi è bravo a non prendersi mai sul serio. In una logica ideale capovolta, alla fine sarà il piccolo faccendiere di quartiere semi analfabeta a compiere le scelte giuste. Il film ha anche il merito di parlare con precisione dei meccanismi politici senza mai diventare pensante. Le battute di Allen insomma, ci sono lo stesso.

Giudizio complessivo : Una piacevole anomalia nell'opera di Allen. Vedilo!

Ritmo : 7



 
venerdì, maggio 06, 2005

Sogni d'oro (regia e sceneggiatura di Nanni Moretti, Italia 1981)

abbastanza deluso da questo film. Sono riuscito a rivederlo dopo anni, ansioso di assistere ad un altro capolavoro... per accorgermi che Nanni Moretti è un vero fenomeno di discontinuità. Capace di sfornare idee geniali, così come lavori stucchevoli e questo film qui è si, un pò stucchevole. Innamorato di se stesso Moretti lo è sempre sempre stato in maniera patologica ma ha spesso utilizzato le sue manie per raccontare quelle della società, o di una parte di essa. Se realizzi un capolavoro come Ecce Bombo parlando solo di te stesso a me stà benissimo, ma questo è un film sbagliato. Si punta troppo l'obiettivo addosso e il tentativo di apparire ironico esagerando oltre-modo nella sua auto-idolatria non riesce. Così come sono malriuscite e poco incisive anche le altre 'novità' narrative. I sogni psicoanalitici, la doppia narrazione e metafora del film nel film.

...e a Nanni Moretti ci faccio la classifica di gradimento ... in corsivo i film che non sono completamente attribuibili a Moretti e tra parentesi il voto onomatopeutico.

Bianca (!!!!)

Ecce bombo (!!!!)

La messa è finita (!!!)

Il portaborse (!!)

Aprile (!!)

Io sono autarchico (!!)

Palombella rossa (!)

Sogni d'oro (... mha ...)

Caro Diario (buu)

La seconda volta (buuuuu)

La stanza del figlio (buuuuu e ... mha.... )



 
mercoledì, aprile 06, 2005

Inseparabili (Canada-Usa, 1988, Titolo originale : Dead Ringers; regia di David Cronenberg, con Jeremy Irons, Genevievè Bujold)

In fin dei conti è solo la storia della simbiosi morbosa tra due gemelli siamesi, entrambi ginecologi ed entrambi disposti a seguire l'altro pur di non separare le loro vite. La comparsa di una paziente eccentrica e geneticamente 'mutata' introduce un motivo di rottura esistenziale definitivo dai due. La donna sublima differenze e gelosie già comunque presenti tra i due gemelli, dei quali uno ha il ruolo di -ricercatore studioso- e l'altro di -luminare belloccio rampante-Come in ogni film di Cronenberg che si rispetti, la sceneggiatura pare (pare ?) partorita direttamente da una mente malata. L'ambientazione e i temi del film danno parecchie possibilità al regista di sbizarrirsi in (gustosissime :) ) perversioni e pippe mentali. La droga, la chirurgia, la ginecologia, i gemelli siamesi, le mutazioni genetiche, il cordone imbelicale... bene. Diciamo che ha avuto da divertirsi, pur tenendosi sempre ben lontano dalla deriva puramente splatter. In verità considero il tema principale del film un pò -debole-. La volontà di simbiosi di due fratelli siamesi è comunque un tema un pò noioso. E' anche vero che a differenza di altri film del regista completamente allucinati, questa storia rimane comunque con i piedi ben saldi per terra ed anche il ruolo delle scene più angoscianti e perverse si colloca comunque in maniera precisa nell'ambito del 'sogno' o dell'allucinazione indotta dalla 'droga', senza possibilità di doppie letture. Per certi versi si potrebbe quindi considerare superiore ad altri lavori in cui le verità della storia sono invece intrecciate e disposte su livelli temporali ed esistenziali ambiguamente diversi.  Al contrario invece, al film si potrebbe lamentare proprio la mancanza di tali ambiguità. Vi si trovano comunque tutti i temi preferiti dal regista, in un contesto narrativo consistente e che non annoia eccessivamente lo spettatore. Uno dei migliori Cronenberg

Giudizio complessivo : vedi un pò tu.

Attori : Jeremy irons interpreta entrambi i gemelli.

 



 
giovedì, marzo 31, 2005

Ed Wood (Regia di Tim Burton, USA 1994, con Johnny Deep, Martin Landau)

Ed Wood è stato un regista di b-movie negli anni 50. Il film propone la sua vita e le vicissitudini per la realizzazione dei suoi lavori, oggetto di cult per gli amanti dei film di quart'ordine, di cui evidentemente Tim Burton è il capofila. Wood era un romanticissimo, svampito e deviato che viveva per il cinema e per l'umanità che vi è intorno. E' uno di quei film che puoi rivedere anche cento volte, per renderti conto che la memoria ha inevitabilmente perso qualcosa di divertentissimo per strada. Nel registro ironico scelto dal regista è tutto meravigliosamente perfetto. C'è di tutto, e a volte si ride da pazzi.  E' forse il lavoro di Burton che preferisco, perchè i protagonisti sono improbabili e verosimili allo stesso tempo. Deep nel '94 era già un grande, e anche di più! E poi è un film sulla realizzazione di un film, con il gioco di statole cinesi filmiche... a me sempre un pò sottovalutato, poi puoi darsi che sò io che mi informo poco. Imperdibile per chi apprezza gli horror-fanta-b-movie degli anni 40. Per chi avesse pregiudizi : E' un film del '94 girato in bianco e nero :) 

Giudizio complessivo : vedilo!



 
giovedì, febbraio 24, 2005

Million dollar baby (USA 2004, Regia di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman )

Finchè si mettono da parte le ipocrisie sono sempre pronto ad applaudire e Clint è sempre una garanzia. Questo l'ho preferito a Mystic River, sebbene la trama abbia decisamente un intreccio più semplice; in comune con il film precedente c'è invece (purtroppo?) la melanconia dell'epilogo. Grande cinema, senza fronzoli inutili.

Giudizio complessivo : Grandissimo film con finale  (un pò troppo...) drammatico.

Regia e Attori : 8

Sceneggiatura : 7



 
mercoledì, febbraio 23, 2005

Una lunga domenica di passioni (Francia 2004, Regia di Jeanne-Pierre Jeunet)

Una delusione questo film. Meravigliosa fotografia, regia molto curata e ricostruzione storica impeccabile. Peccato che il finale si riveli ovvio dalla prima scena e tutta la storia scorra senza palpiti. Ad aggravare questo risultato di una sceneggiatura decisamente debole c'è il continuo e fastidioso tentativo di insaporire il brodo ammiccando ai precedenti Delicatessen e -Amelie-; come per dire -Aggiungi un pò di magia e al pubblico piacerà-. Quelli erano film con sceneggiature poetiche e vulcaniche, questa è la minestra scaldata di una domenica di influenza, da qui il titolo. Consiglio invece di vedersi o rivedersi Delicatessen, 1991; questo si, è un film che non ha bisogno di arrampicarsi sugli specchi. 

Giudizio complessivo : Debole e Scontato. Evitare.

Sceneggiatura : 4

Fotografia, tecnica : 8

 



 
domenica, gennaio 23, 2005


36 Quai des Orfèvres (Francia 2004, Regia:  Olivier Marchal, con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu)

Un noir solido e girato in modo gradevolmente sobria. Gli avvenimenti si susseguono con ottimo ritmo e senza il minimo vuoto narrativo. Purtroppo la natura e l'epilogo della storia è disperata. Peccato per la colonna sonora che tenta di sottolineare il ritmo incalzante, a volte da un pò fastidio. Rimane un bellissimo esempio di film cazzuto europeo, in alcune scene sembra di star vedendo qualcosa di Ken Loach. Ben girato. Bravi tutti gli attori, anche la Golino che come tutte le
raccomandate mi stà sulle palle.

Nota : Formalmente non è proprio noir noir noir, in quanto i personaggi buoni ci sono comunque... ma siamo nel 2005 e al cinema non si và per vedere cose cattive fino al midollo.

Giudizio complessivo : Bello e disperato
Sceneggiatura : 6
Regia : 7
Attori : 7
 

 



 
venerdì, dicembre 31, 2004

Il mistero dei templari (Usa 2004, Regia di Jon Turteltaub, con Nicolas Cage, Harvey Keitel)

E' veramente triste che leggendo le opinioni sul film sparse in giro per la rete, si può anche scambiare il film per un filmaccio commerciale. Il mistero dei templari è un film onesto e ben girato. Le battute stupide ad effetto e le incongruenze storiche o narrative sono per nulla influenti. Un buon film per passare la serata che non annoia neanche un minuto (pare poi che in Europa i godard escono fuori come funghi, non è così, e allora a me vedere un buon accion muvi mi fà piacere non poco, tiè) Decente anche l'interpretazione di Cage che è un fenomeno di discontinuità. A volte assolutamente inutile e impersonale, altre volte bravo... certo bravissimo mai.

Voto complessivo : 6 -> un film 'onesto'

 

 



 
giovedì, dicembre 16, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 



 
venerdì, dicembre 03, 2004

Immortal (ad vitam) ( Francia, Italia, GB, 2004. Regia di Enki Bilal)

Un fantasy decisamente unico. Và visto per considerarlo una ciofeca totale o un fantasy visionario dall'atmosfera surreale. Non vi è alcuna valutazione da fare, il giudizio per un opera del genere è completamente soggettivo. Tra le pecche evidenti una sceneggiatura insulsa e un eterogeneità visiva a volte un pò fastidiosa. Quasi tutti gli attori e le ambientazioni sono totalmente digitali, come nelle animazioni da videogioco giapponese. Dopo qualche minuto si scopre che il punto debole del film non è però l'assenza di attori reali.... alcune trovate visive sono efficaci, altre sono plateali e fuori luogo. Lascia decisamente perplessi. Chi ama le cose alla David Lynch o alla Cronenberg o i fumetti sudamericani surreali dell'Eternauta può pure guardarlo senza aspettarsi troppo, per gli altri meglio evitare. Per questo film i miei voti saranno più a caxxo del solito. Il regista è anche un mito del fumetto. A me i fumetti non piacciono tanto.

Giudizio complessivo : Bho!?

Effetti speciali / digitale / atmosfera: da 3 a 8, a piacere

Sceneggiatura : 2



 
domenica, novembre 21, 2004

 

 

 

 

 

Collateral (Usa 2004, Regia di Michael Mann)

Un thriller godibile. Sceneggiatura un pò pretestuosa ma il film si lascia seguire con moderato interesse senza annoiare. Un complimenti a Tom Cruise che nel ruolo del killer spietato è tanto bravo da non sembrare Tom Cruise e valere quasi quanto un qualsiasi altro attore. La fisionomia da bamboccio sorridente che si porta sempre dietro è quasi annientata dall'espressione determinata del cattivo programmato per uccidere ed opportuni occhiali da sole. Il film è ben girato, diciamo in maniera moderatamente cazzuta. E' stata utilizzata una tecnica digitale per alterare le sequenze del film, ambientato in una notte di follia omicida a Los Angeles. Il risultato non sembra assolutamente artefatto, anzi, il riverbero dei lampioni, dell'umidità sull'sfalto e dei fari, è -iper-realista-. Nel complesso si può vedere.

Voto complessivo : 6 e mezzo

Regia e fotografia : 7

Attori e sceneggiatura : 6



 
giovedì, novembre 18, 2004
Sky Captain and the World of Tomorrow (Usa 2004, Regia di Kerry Conran)
 
Peccato per la storiella veramente banale, anzi no, peccato per l'assenza totale di una storia decente. Dopo un inizio molto interessante si assiste a una serie di avvenimenti e scenografie fantastiche che si susseguono senza troppo senso. La povertà della trama spreca il meraviglioso lavoro di concezione della fotografia e delle scenografia del film. Un giacattolone sospeso tra b-movie e fumetti anni 40. Un idea visivamente molto molto molto interessante e purtroppo solo questo.
 
Voto Compressivo : 5 e mezzo
Fotografia, effetti speciali, computer art : 8
Regia : 6
Attori : 5
Sceneggiatura : 4



 
sabato, novembre 13, 2004

The village (regia M.N.Shyamalan, 2004)

Mha.....

Mha.....

Non sarà inqualificabile come unbreakable o demenziale come the signs ma certo non colpisce più di tanto. E' facile realizzare un film che infonda nello spettatore una sensazione di disagio e di inquietudine garbata se il soggetto è una comunità di pseudo amish minacciata da strane creature che nella notte bussano alle porte delle case. Basta essere accorti a non esagerare con la tensione da infarto, aggiungere un pò di folklore fantasy per ottenere un film giusto un cicinino più raffinato di The Blair Witch Project e vià col capolavoro! olè!.... è vero che il bello è tutto nell' atmosfera angosciante ma non troppo e le situazioni surreali, ma è un pò pochino e dopo un pò il gioco stanca. Come in tutti i film di questo regista la trama del film prende tre righe di quaderno.

Evidente il luogo-metafora in cui si ambienta la storia. Le lobby dei potenti, il terrore del terrorismo, l'occidente villaggio globale, le bacche rosse del terrorismo che sempre scena fanno, andare in missione per falsi ideali con una visione 'cieca' del mondo... più che un occasione di riflessione quasi una strizzatina d'occhio alla storia dell'occidente imperialista della coca cola bin laden.

Mi è piaciuta molto la scena in cui la protagonista entra in contatto con un abitante della 'città'. Si avverte un meravigliosa sensazione di salto spazio tempo. Un tema da vedersi sviluppato tramite una sceneggiatura più interessante.  Con un pò più di storia sarebbe anche un film godibile. Pazienza.

Giudizione complessivo : 5 e mezzo

Fotografia : 6 e mezzo

Sceneggiatura : 5

Attori, Regia : 6



 
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